EU ETS 2026: perché Confindustria, MEDEF e BDI chiedono una riforma
Confindustria, MEDEF e BDI hanno scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo una riforma profonda dell'EU ETS prima della proposta attesa il 17 luglio 2026.
La richiesta chiede che il prezzo del carbonio resti collegato alla capacità reale degli impianti europei di investire: energia disponibile a costi sostenibili, rete elettrica, tecnologie mature, accesso al capitale e protezione effettiva dal carbon leakage. L'ETS funziona se trasforma il costo del carbonio in un incentivo a modificare il processo produttivo. Nei settori manifatturieri ad alta intensita' energetica, l'investimento dipende anche da condizioni su cui l'impianto non ha controllo. Per fare alcuni esempi, un forno elettrico richiede energia competitiva e connessione di rete. La cattura della CO2 richiede infrastrutture di trasporto e stoccaggio. L'idrogeno richiede disponibilita', prezzo e continuita' di fornitura. Se il cap ETS si restringe più rapidamente di queste condizioni, il costo delle quote va a gravare sull'azienda senza che questa abbia la responsabilità immediata delle emissioni che generano tale costo.
Il dato sugli impianti ETS
Confindustria cita uno studio dell'Universita' di Milano-Bicocca secondo cui tra il 2013 e il 2024 il numero di impianti manifatturieri soggetti all'ETS sarebbe diminuito del 14,6%. Il dato non prova che l'ETS abbia causato le chiusure o le uscite dal perimetro regolato. Serve però a separare due fenomeni diversi: da una parte le emissioni che scendono per un processo di decarbonizzazione, in cui l'impianto resta operativo, investe e cambia processo produttivo. Dall'altra una riduzione delle emissioni per contrazione industriale: l'impianto chiude, riduce la produzione o esce dal perimetro ETS. In quel caso le emissioni territoriali europee diminuiscono, ma la domanda può essere coperta da materiali prodotti fuori dall'UE. Per leggere correttamente la performance climatica dell'ETS, la Commissione dovrebbe distinguere la riduzione ottenuta dentro impianti ancora produttivi dalla riduzione collegata alla perdita di capacita' manifatturiera.
Market Stability Reserve e prezzo delle quote
La Market Stability Reserve è stata introdotta per assorbire l'eccesso di quote e proteggere la credibilità del sistema ETS. Il problema industriale oggi è la prevedibilità del prezzo. Un progetto di decarbonizzazione con payback pluriennale viene approvato se il board riesce a stimare il costo delle quote, il prezzo dell'energia, il capex, il supporto pubblico e il recupero commerciale del costo sul cliente. Se la MSR amplifica scarsità e volatilità, il prezzo ETS diventa più difficile da utilizzare nei contratti e nei piani di investimento.
CBAM, quote gratuite e timing
Il CBAM dovrebbe ridurre il carbon leakage quando le quote gratuite saranno progressivamente eliminate. Il passaggio è delicato perché perchi due strumenti non hanno la stessa maturità operativa: le quote gratuite proteggono oggi una parte della produzione europea esposta alla concorrenza internazionale. Il CBAM deve ancora dimostrare piena efficacia su enforcement, calcolo delle emissioni incorporate, rischio di circumvention e downstream scope. Manca inoltre una normativa efficace sul trattamento delle esportazioni. Rimuovere alcune protezioni esistenti prima che il CBAM sia operativo su questi punti può aumentare il costo relativo della produzione europea rispetto ai materiali importati. Per un produttore di acciaio, alluminio, cemento o fertilizzanti, il problema impatta il prezzo offerto al cliente finale e influenza le decisioni di investimento su nuova capacità a basse emissioni.
Ricavi ETS e investimenti industriali
L'ETS genera ricavi pubblici rilevanti. Se una parte crescente del costo industriale viene trasferita al sistema tramite acquisto di quote, il reinvestimento dei ricavi diventa un elemento della politica industriale. Per gli impianti manifatturieri, il supporto utile serve dove rimuove un vincolo di investimento. Un ETS più stringente senza queste condizioni può ridurre emissioni europee per minore produzione. Un ETS collegato a CBAM, infrastrutture e ricavi reinvestiti può ridurre emissioni mantenendo capacità industriale in Europa.
La proposta del 17 luglio dovrebbe essere letta con questo criterio: quanto il carbon cost viene trasformato in investimento realizzabile dentro gli impianti europei, e quanto pesa come aumento di costo sulla produzione?
